CARTELLE EQUITALIA

Sanatoria fiscale

LA ROTTAMAZIONE DELLE CARTELLE ESATTORIALI

 E' stata riaperta la "ROTTAMAZIONE DELLE CARTELLE ESATTORIALI". Una sanatoria fiscale che, azzerando le sanzioni e gli interessi sul dovuto fiscale, rende certamente meno gravoso il definire le posizione debitorie con il Fisco. Si può procedere con la rottamazione sino al 31/5/2018.

PROFESSIONECOMMERCIALISTA.IT srl stp è a disposizione di cittadini ed imprese che ritengono di aderire a tale procedura agevolativa in sanatoria e segue con attenzione l'evolversi attuativo della normativa e dei regolamenti connessi, al fine di poter costruire il miglior piano possibile per i propri assistiti. Nel box sottostante vengono riportate sommarie informazioni sulla procedura di rottamazione.

Decreto Legge 193/2016 art.6

INDICAZIONI DI MASSIMA SULLA ROTTAMAZIONE DELLE CARTELLE ESATTORIALI

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del D.L.193/2016, è stata prevista la possibilità (art.6 del D.L.citato) di una definizione dei carichi fiscali a ruolo, con indicazione delle modalità per l’azzeramento delle sanzioni e degli interessi di mora sui carichi fiscali portati a riscossione (cartelle) nel periodo 1/1/2000 – 31/12/2015.

Chi si trova con pendenze aperte nei confronti di Equitalia può quindi aderire alla sanatoria, ma deve farlo entro il 23 gennaio 2017, salvo proroghe non escludibili, con specifica istanza.

Aderendo, si paga solo più il tributo e sarà possibile pagarlo in quattro rate, con la prima e la seconda di importo pari ad 1/3 del debito, la terza (scadente al 15/12/17) e la quarta (scadente il 15/3/18) di importo pari a 1/6 del debito.

Se vi sono state spese per procedure esecutive e di notifica, queste dovranno essere pagate integralmente, così come l’aggio della riscossione, che verrà però rimodulato sul mino dovuto.

I carichi fiscali definibili con la procedura della rottamazione portata del citato D.L., sono quelli riguardanti imposte, contributi previdenziali e assistenziali, tributi locali e violazioni del Codice della strada (sulle multe si veda infra).

I contribuenti, potranno quindi estinguere i loro debiti verso il fisco beneficiando della cancellazione delle sanzioni, comprese quelle contributive, nonché degli interessi di mora e delle somme aggiuntive dovute sui contributi previdenziali, con un risparmio medio che è stato stimato di circa il 50%, ancor maggiore se il tributo non pagato risulta molto vecchio.

L’adesione alla rottamazione comporta la rinuncia ad eventuali ricorsi in essere.

Qualora, dopo aver aderito alla rottamazione, non si rispettassero i pagamenti delle previste rate, si decadrà dall’adesione ed il debito tornerà a gravare sul debitore in misura piena, con l’eventualmente versato imputato come acconto sul maggior dovuto.

Solo l’esatto pagamento dell’intero importo, ovvero di tutte 4 le rate, comporterà la cancellazione di eventuali ipoteche e fermi amministrativi già iscritti sui beni del debitore, ma, pendente l’adesione, non potranno esservi vendite coatte dei beni o nuove iscrizioni.

La procedura di rottamazione è utilizzabile anche dai debitori che hanno già una dilazione in corso, a condizione che le rate in scadenza dal 1° ottobre al 31 dicembre 2016 risultino effettivamente pagate. Il già versato su precedenti rateizzazioni verrà imputato su quella nuova, derivante dall’adesione alla procedura di rottamazione.

Sono esclusi dalla procedura di rottamazione i carichi attinenti:

  • i dazi,
  • l’IVA all’importazione,
  • le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato,
  • crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei Conti,
  • le multe, ammende e sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna,
  • le sanzioni amministrative per violazioni al Codice della strada.

In relazione alle contravvenzioni stradali, il D.L. citato prevede però che potranno essere rottamati gli interessi e le somme aggiuntive dovute per i ritardati pagamenti, mentre continua ad essere dovuta la sanzione prevista per l’infrazione; si dovrà quindi pagare l’esatto importo della multa originariamente elevata, ma non tutte le ulteriori somme portate in cartella esattoriale a seguito del mancato pagamento.