SITUAZIONI DEBITORIE

INTERVENTI SU SITUAZIONI DEBITORIE

RISOLUZIONE DEL SOVRAINDEBITAMENTO

La legge n. 3 del 27 gennaio 2012 ha, per la prima volta, introdotto nel nostro ordinamento una procedura di esdebitazione destinata a tutti coloro che non sono assoggettabili alle procedure concorsuali previste dalla Legge Fallimentare. Una legge, quindi, che può essere utilizzata sia da artigiani e commercianti che dall’agricoltore e dalla persona fisica.

Il procedimento previsto dalla legge n. 3/12 permette la cancellazione dei debiti pregressi (discharge) del debitore, ivi compresi quelli verso il fisco (Equitalia) e le banche.

E’ una legge rivoluzionaria che permette, se vi sono le condizioni, di gestire situazioni debitorie prima impossibili da governare, consentendo al debitore di pagare i propri debiti solo in percentuale sul totale, arrivando comunque in fine alla cancellazione di tutte le posizioni debitorie. Un colpo di spugna sull’interezza dei debiti.

E’ una norma figlia di questi tempi di forte crisi economica e finanziaria, che consente al debitore imprenditore non fallibile (commercianti ed artigiani, ad esempio) ed al normale cittadino la possibilità di cancellare tutti i propri debiti, per poi ripartire da zero (fresh start) e riacquistare un ruolo attivo nell’economia, senza essere schiacciato dal carico dell’indebitamento preesistente.

Liberarsi dai debiti è quindi ora possibile. ProfessioneCommercialista.it è a disposizione di chi si trovasse in condizione di sovraindebitamento, per discuterne ed insieme trovare una soluzione.

PROFESSIONECOMMERCIALISTA.IT srl stp elabora inoltre le pratiche per la "ROTTAMAZIONE DELLE CARTELLE ESATTORIALI", scadente il 31/5/2018. 

INTERVENTI SU SITUAZIONI DEBITORIE

 LA RIDUZIONE DEI DEBITI BANCARI

In questo periodo di crisi economica e di grandi sofferenze bancarie, gli Istituti di Credito sono maggiormente disponibili a trattative per la definizione dei loro crediti, a condizioni estremamente vantaggiose per il debitore.

Gli strumenti sono generalmente due, anche abbinabili tra loro: saldo e stralcio del debito e rinegoziazione del debito.

Con il primo si definisce, in unica soluzione, una posizione debitoria, mediante il pagamento di una somma notevolmente inferiore al dovuto reale. Con il secondo si rideterminano le modalità di pagamento del debito in essere, modulandole nel tempo.

Elemento di primaria importanza, per lo sviluppo positivo della trattativa, è la capacità di confrontarsi con l’Istituto di Credito forti di un preciso piano strategico e di chiare analisi economiche sulla situazione soggettiva ed oggettiva del debito. ProfessioneCommercialista.it è a disposizione di chi è vuole valutare la possibilità di istaurare una seria trattativa con gli Istituti di Credito, condotta con professionalità e previa una attenta valutazione dell’interezza degli elementi economici da portare al tavolo di discussione.

INTERVENTI SU SITUAZIONI DEBITORIE

RISANAMENTO AZIENDALE

L’attuale diritto fallimentare ha tra i suoi principali obiettivi l’agevolare i risanamenti delle imprese in crisi, mediante accordi negoziali tendenti alla tutela del valore aziendale e dei livelli occupazionali. Uno dei principali aspetti è la composizione concordata della crisi, per evitare il ricorso a procedure liquidatorie e/o fallimentari.

Sono previste tre diverse procedure, finalizzate a ciò.

Caratteristica comune delle tre procedure è la predisposizione di un piano di risanamento, che evidenzi le cause della crisi, analizzi le possibili alternative e dettagli le strategie e gli interventi concretamente destinati a superare le difficoltà economiche e finanziarie.

Le procedure in esame sono le seguenti:

  • Piano attestato di risanamento (ex art. 67 , L.F.);
  • Accordo di ristrutturazione dei debiti (ex art. 182-bis , L.F.);
  • Concordato preventivo (ex artt. 160 ss. L.F.).

Queste tre procedure, alternative tra loro, presentano importanti elementi comuni:

A-elemento soggettivo: possono accedervi le imprese (siano imprenditori individuali o società commerciali) ritenute fallibili dall’ art. 1 , L.F. che recita:

“Sono soggetti alle disposizioni sul fallimento e sul concordato preventivo gli imprenditori che esercitano una attività commerciale, esclusi gli enti pubblici. Non sono soggetti alle disposizioni sul fallimento e sul concordato preventivo gli imprenditori di cui al primo comma, i quali dimostrino il possesso congiunto dei seguenti requisiti:

-aver avuto, nei tre esercizi antecedenti la data di deposito della istanza di fallimento o dall’inizio dell’attività se di durata inferiore, un attivo patrimoniale di ammontare complessivo annuo non superiore ad euro trecentomila;

-aver realizzato, in qualunque modo risulti, nei tre esercizi antecedenti la data di deposito dell’istanza di fallimento o dall’inizio dell’attività se di durata inferiore, ricavi lordi per un ammontare complessivo annuo non superiore ad euro duecentomila;

-avere un ammontare di debiti anche non scaduti non superiore ad euro cinquecentomila.

B-Elemento oggettivo: sussistenza dello stato di crisi per il piano attestato di risanamento e dello stato di crisi o insolvenza sia per gli accordi di ristrutturazione dei debiti sia per il concordato preventivo;

C-Elemento formale: il piano di risanamento deve essere attestato da un professionista indipendente dall’impresa ed incaricato dal debitore, in possesso dei requisiti indicati dall’art. 28 , lett. a) e b), della L.F. (ovvero esercitare la professione di avvocato, dottore commercialista, ragioniere e ragioniere commercialista, sia in forma individuale che mediante studio professionale associato o società tra professionisti), nonchè iscritto nel registro dei revisori legali.

Tre procedimenti che, in presenza di crisi aziendale, possono essere la chiave risolutiva per l’imprenditore. PROFESSIONECOMMERCIALISTA.IT srl stp è a disposizione degli imprenditori per discuterne insieme.